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31 ottobre 2007

I nuovi Jalisse

Elvio e Philia, lui compositore, lei cantante lirica, ora  si danno al pop, sempre nel peccato.


Perchè in Europa si può.



30 ottobre 2007

Il precariato non esiste

Il precariato non esiste, o meglio non esiste uno status di precariato sancito per legge. Esiste una legge, la legge 30, che legalizza lo sfruttamento mascherandolo da lavoro autonomo.
Il vero neo della legge 30 é che elimina gli ammortizzatori tenendo solo l´aspetto della flessibilità, tradendo il pensiero di Biagi.
Un vero concentrato di italianità  cattopostfascista. La mobilitá immobile. Cambiare lavoro per fare sempre la stessa merda. Il peggio del turbocapitalismo (l´iperlavoro, lo stress) senza i soldi, senza la possibilità di far carriera delle società ipercompetitive, il tutto condito con il pauperismo (paghe da fame), il paternalismo (il datore di lavoro che invece di responsabilizzarti ti da i compiti e te li corregge la sera con la penna rossa) propri delle culture mediterraneo-catto-sudamericane.
Ma dicevo la precarietà non è causata dalla legge, semmai la legge 30 la legalizza. La legge semmai ha avuto il "merito" di  far emergere  la  struttura del sistema produttivo italiano.
Dobbiamo distinguere l´uso della legge 30 nei call center, dove la legge indubbiamente può incentivare lo sfruttamento dai contratti che gli "imprenditori" italiani riescono a fare grazie alla legge o meglio riescono a fare legalmente grazie alla legge, dato che questo modo di pensare è preesistente alla legge.

In un contesto industriale evoluto, con una visione a lungo termine, con organigrammi più complessi della obsoleta piramide aziendale, dove si investe sul capitale umano licenziare costa.
Non ha senso assumere qualcuno per 3 mesi fargli fare uno "stage" (Master in fotocopie) spendendo  risorse per istruirlo per poi riassumere  qualcun´altro che deve essere istruito ancora!

Tutto ciò invece ha perfettamente senso in un contesto a capitalismo familiare modello NordEst o anche in realtá più grandi con strutture organizzative di tipo gerarchico.
Nella piccola-media impresa non servono superesperti di marketing con masters, poliglotti con esperienze all´estero. Non servono creativi, anzi serve il profilo opposto. L´imprenditore-papà-controllore si é fatto da se. Ha la terza media. E´partito con una botteghina e ora gestisce la sua impresa che comincia a diventare importante con gli stessi criteri di quando aveva le pezze ar culo. Rompe le palle a tutti, mette il naso dappertutto. Lui pensa che studiare non serva a niente e lo ribadisce ogni secondo. La figura che cercherá sarà un laureato in economia a cui fará fare le stesse cose che potrebbe fare un ragioniere! Magari se è un tipo con i maroni abile nel recupero crediti meglio ancora. A lui serve "uno sveglio" che sta li fino alle 8 di sera. Uno pratico, mica un teorico!
Per queste mansioni di normale amministrazione anche una scimmia ammaestrata va bene, non servono grandi costi di apprendimento.
Ecco allora che posso tranquillamente assumere qualcuno per 3-6 mesi quando ho l´acqua alla gola e poi richiamarlo se ne ho bisogno, oppure sotto un altro.

Nelle imprese più grandi le cose non vanno meglio. Il vantaggio è che il capo ti parla in italiano e non in dialetto.
Anche in grandi imprese strutturate in modo gerarchico non serve un’aquila che potrebbe portare scompiglio, un rompicoglioni che magari ha studiato all´estero e si chiede il perché e il per come delle cose, ma una MERDACCIA a cui affidare lavori degradanti quali fare fotocopie, rispondere al telefono ecc.


Si chiamavano contratti co.co.co.(contratti a collaborazione coordinata e continuativa), ma  non solo non erano continuativi, ma non c´era neppure collaborazione!

Ingegneri assunti 6 mesi solo per firmare certificazioni di qualitá  a cui si impongono in fase di progettazione di superimpianti industriali le proprie idee basate sull´esperienza (elettricista)  e non su criteri scientifici.
Collaborazione implica un rapporto alla pari, che riconosca la competenza professionale del consultato. Il paternalismo dell´imprenditore-padre di famiglia impediva il concetto stesso di collaborazione! Lo stesso vale per realtà più grandi dove i superiori dovrebbero essere comunque primi inter pares, come succede in tutta Europa, dove il modello gerarchico è un residuato bellico.

Quello che rimaneva era un contratto vantaggiosissimo per l´imprenditore e degradante per il presunto sottoposto-collaboratore (evidente ossimoro) .
Poi sono diventati co.co.pro.,ma dove sta il progetto? Delocalizzare in Romania? Se manca il progetto a cosa serve un contratto a progetto?

Ad avere una merdaccia a disposizione per i picchi lavorativi, ovviamente.

Ma non é il concetto di flessibilità sbagliato. Non c´é niente di male nella contratto a collaborazione, purché vi sia una classe imprenditoriale disposta a rinunciare a criteri dinastici in favore del merito e di idee fresche.

Non c´è niente di male nel contratto a progetto, ma serve un progetto. Servono inoltre i dovuti ammortizzatori sociali. E´chiaro che un precario poi deve essere pagato di più e/o coperto nei periodi di disoccupazione. I vantaggi della flessibilità devono essere (con)divisi con i lavoratori e non goduti solo dagli imprenditori. E´evidente che spetta allo Stato la funzione regolatrice e non al mercato o alla bontá dell´imprenditore pentito! Bisogna premiare gli imprenditori lungimiranti e limitare l´uso opportunistico dei contratti atipici.

A questo punto sarebbe ingenuo pensare di risolvere il problema occupazionale con la flexicurity, ovvero la flessibilità con le garanzie.

La  flexicurity funziona dove esiste una tessuto industriale avanzato. Non è cambiando le formule giuridiche, ovvero i contratti, che si risolvono i problemi dell´occupazione, della disoccupazione e del precariato.

Giusto per dire una cosa originale è un problema strutturale. Se il campo viene arato con l´aratro e i buoi non ha senso introdurre la flessibilità di orario o aumentare il numero di buoi, perché i campi si arano con il trattore! Fuor di metafora è il modello imprenditoriale (capitalismo familiare) ad essere sbagliato. Ma ancora piú urgente è il cosa facciamo e il come lo facciamo. Sempre per essere originali non dobbiamo fare scarpe e mutande,  ma investire in altro. E prima del cosa è importante il come e la risposta al come viene dalla ricerca.

Con una struttura industriale piú evoluta non c´è precariato, perché licenziare costa. Esiste alta occupazione e forme di lavoro integrate da ammortizzatori sociali.

Nei paesi civili le contraddizioni del capitalismo dal volto umano (non  diciamo disoccupazione che fa brutto) possono essere curate con assegni di disoccupazione. Da consumarsi preferibilmente nel vostro bar preferito.




28 ottobre 2007

Fuga dal Veneto-radici ladine



La Ladigna? Je a fà.
La Padagna? Gna fà.



26 ottobre 2007

Geriatrico Italia

A seguito della legge Levi-Prodi che per regolamentare l´editoria di fatto finisce per limitare la bloggosfera.
La perfida Albione, ancora una volta, attraverso i suoi mezzi di scomunicazione se la prende con l´Italia definendo la legge "un
un assalto geriatrico ai bloggers italiani".
Gente che non sa nemmeno usare un forno a micronde finisce inconsapevolmente per danneggiare il mondo di Internet.

"Considerando gli standard del G8, l’Italia è un Paese strano.Per farla semplice, è una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati. Tutti gli altri non contano”.

E ci voleva il Times per saperlo? Evidentemente si, dato che
cose del tipo "l´Italia è un paese di vecchi governato da vecchi" sono dette da un comico e non da protagonisti delle istituzioni.
Chi osserva che chi progetta un futuro che non vedrá mai, che i vecchi usano il linguaggio della paura (l´immigrato ci porta via le nostre tradizioni) viene tacciato di antipolitica dagli intellettuali dei miei coglioni .

Il perfido Times osserva che l´Italia é un paese che funziona come se "i vostri nonni fossero al governo".
Non si dice "noi siamo antropologicamente superiori", ma  implicitamente si fa notare che  le loro elite sono migliori. Discorso che ripeto da tempo sulla cultura protestante.

L´Italia è una gerontocrazia non solo dal punto di vista politico.

Uno ascolta un telegiornale e sembra di sentir parlare il proprio nonno. L´atmosfera nazional-popolare pervade tutto.
Uno lavora in un´azienda a gestione familiare e il proprio capo-direttore-imprenditore-controllore ti tratta come se fossi il suo nipotino. La differenza é che i nonni non bestemmiano contro i nipoti.
Uno lavora in banca e il direttore ragiona come un barista di provincia. Tutto merito della selezione innaturale.
In Italia in famiglia, sul lavoro, con gli amici maistatigiovani finchè non decidi di invecchiare anche tu e fare i  loro
stessi discorsi un brivido, una sensazione attraversa le tue giornate. La sensazione di non contare un cazzo.

Se questa sensazione il singolo rimendia come può (coltivando i propri interessi, frequentando pochi amici fidati) la domanda che un paese mebro del G8 dovrebbe farsi é se questo modello culturale è ancora in grado di garantire uno stile di vita ti tipo occidentale.

Semmai la gerontocrazia si ponesse questa domanda, il dramma è che sarebbe sempre lei a fornire la risposta. Anche se volesse sarebbe in evidente conflitto di interessi. Anche se volesse e fosse spinta da un paternalistico bisogno di fare qualcosa per questi poveri giovani (che comunque non è che stiano riempiendo le piazze, diciamocelo) non avrebbero gli strumenti per capire la modernitá.

Ma non voglio essere pessimista. In Italia qualcosa sta cambiando. I 70enni stanno lentamente (molto lentamente) cedendo il posto ai 50enni.



25 ottobre 2007

Finlandia, non è un problema di freddo

Dopo essere stati premiati per i loro meriti scientifici, i ricercatori della base "Mario Zucchelli" in Antartide, andranno in a piazza Montecitorio per protestare contro il taglio dei fondi alla loro ricerca.



E a me che dicevano: cosa vai a fare in Finlandia in mezzo alle renne?



24 ottobre 2007

Il cavallo di padre Pio

Ecco perché padre Pio é il santo preferito da terroni e padani!


La Mercedes del 1959 di Padre Pio.

Mica come quello sfigato di S.Francesco!



22 ottobre 2007

Macchina italiana, pilota finlandese

Quando qualcuno nato in Italia, scappato dall´Italia, cacciato dall´Italia o con lontane origini italiane vince il Nobel si dice "un italiano ha vinto il Nobel", anche se la sua cultura, la sua preparazione, il paese che gli ha consetito di aggiudicarselo non è l´Italia, anche se la sua visione, scuola di pensiero é l´opposto di una certa Italia.

Ieri una macchina italiana ha vinto il Mondiale. Una  macchina  che non è una macchina, ma un´opera d´arte.
Il frutto della testardaggine di un genio.
Uno contro la mediocritá piccolo borghese dell´Italia che fa scappare i geni e poi quando sono arrivati viscidamente se ne riapprioria, aveva un sogno. La Ferrari è la realizzazione di un sogno. Ferrari voleva fare la macchina più bella e più veloce mai costruita, ma l´Italietta che odia i sognatori e li fa scappare rideva di lui.
Quello che successo dopo é storia.



La Ferrari non è un caso che sia nata lì. Tra la via Emilia e il West. La Ferrari è la dimostrazione che l´Italia se vuole vincere deve fare cose belle e veloci e non mutande e scarpe!
Modello emiliano, altro che modello NordEst dei miei coglioni!

Dentro l´opera darte c´era un finlandese di ghiaccio. Troppo finlandese anche per i finlandesi. Ma il pilota è secondario. Macchina italiana, pilota finlandese.
Pensate al contrario! Un camper con dentro un bamboccione lampadato che si lamenta perchè i sedili sono scomodi,  la colpa è del meccanico che ce l´ha con lui, alla mattina non può fare i test perché la sera prima è andato a troie....

Ieri ero al bar in mezzo ai finlandesi. Un finlandese, sentendo che ero italiano mi ha stretto la mano. Niente pizza e mandolino, ma i complimenti all´Italia per aver dato ad un finlandese la macchina più bella e veloce del mondo.



21 ottobre 2007

Giornali italiani

A un tratto mi sono reso conto che al mattino, nella tensione della parten-za, non ero andato di corpo. Sono andato in bagno, ottima occasione per finire di guardare il giornale, e dalla finestra ho visto la vigna. Mi ha colto un pensiero, meglio, una voglia antica: fare i miei bisogni tra i filari. Mi sono messo in tasca il giornale e ho aperto, non so se a caso o per virtù di un mio radar interno, una porticina sul retro. Ho attraversato un orto molto ben te-nuto.[..]Mi sono accovacciato, nel gran silenzio meridiano, rotto solo da alcune voci d'uccelli e dal frinire delle cicale, e ho defecato.[..]Quando ho finito, mi ha colto il pensiero che avrei dovuto pulirmi con delle foglie, doveva essere un automatismo. Ma avevo con me il giornale, e ho strappato la pagina dei programmi televisivi...

Umberto Eco, La misteriosa fiamma della regina Loana, cap5,p50



20 ottobre 2007

Erotico trentino-Done zovene,osei duri!

Trento é la cittá dove ho fatto l´Università. Di quella cittá conservo un bellissimo ricordo, anche delle persone.
Una delle cose che mi hanno sempre impressionato sono i vecchi di Trento. Ricordo un terzetto di ultra 70enni lanciato in discesa a pesce in bici, per non parlare degli arzilli vecchietti che incontravo in piscina dalle prestazioni natatorie irreali.
Mi ricordo poi un vecchietto arzillo che parlava sempre con le sue coetanee ancora piacenti, ma anche con le donne più giovani tra una vasca e l´altra.
Sará l´aria di montagna, sarà aver vissuto una vita degna di tale nome, con ritmi di vita umani, sará  il ´68..o sarà il Viagra o il Teroldego, ma i vecchi trentini sono mitici.

Un 84 enne trentino, Ernesto Maccabelli, è stato condannato dal Tribunale di Rovereto (Tn) a tre anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale e violazione di domicilio. All'anziano è costata la denuncia presentata da due donne verso le quali l'uomo - secondo la difesa- avrebbe rivolto palpeggiamenti e baci rubati.


Piramidi di Segonzano (TN)

Invece di una medaglia al valore gli hanno dato 3 anni di reclusione e 14mila euro di multa.
Ecco come funziona la giustizia in Italia, ma ad Ernesto gli funziona di più del giudice frustrato che l´ha condannato.



19 ottobre 2007

Franzoni-Conflitti interiori

I Rom sono assassini e basta. Per loro la psicologia, le cause ambientali sono il solito armamentario della sinistra elitaria che vive sulle colline e sputa sulla piccola borghesia del centro che non si piega alle sorti progressive del multiculturalismo.
Ma se vivi a Treviso e l´omicidio è fatto con stile, stile liberty, sei uno  che soffre di un inizio di depressione psichica.
Se poi se una mamma assistita da un avvocato famoso e finisci in TV e massacri  tuo figlio, beh allora. Allora dopo 60 puntate di Porta a Porta dove si spiega che una madre non può fare questo perchè queste cose non possono succedere nelle famiglie tradizionali e chiunque pensi il contrario è un essere schifoso, non solo invece  di  30 anni  te ne becchi 16, ma le motivazioni di questo gesto disperato (non chiamiamolo omicidio stiamo parlando di una mamma italiana, mica di una puttana rumena!) risiedono in un conflitto interiore che "aveva radice nell'ambito familiare". In particolare nella "difficile gestione da parte sua dei due figli bambini, gestione caratterizzata da sopraffaticamento e da stress".

"La Franzoni, inoltre, non potrà beneficire dell'indulto perché è ancora indagata a Torino per calunnia nel procedimento chiamato Cogne Bis su una presunta alterazione della scena del delitto. L'indulto potrà eventualmente essere applicato quando la Franzoni al termine di un processo per calunnia, verrà condannata."



Straordinario! Per avere l´indulto su un´omicidio devi essere condannato in un processo per calunnia.


Il compagno di cella di Olindo di Erba, un pluriomicida cannibale, dopo un colpo di tosse si è scusato 12 volte con il nostro pacioso Olly, netturbino da tutti definito un bonaccione.

 
Ma non é meraviglioso? Adesso al prossimo Rom che sfrutta i bambini per l´elemosina, non diremmo  che é un delinquente, uno sfruttatore. Diremo invece che "considerando la sua scarsa attitudine all´integrazione in un contesto lavorativo, spinto dal desiderio del tutto legittimo di passare giornate intere nella sua roulotte a guardare le registrazioni delle puntate di Porta a Porta sull´omicidio di Cogne, attratto dalle variazioni baffo-senza baffo dello psichiatra Crepet, questo nostro concittadino europeo, ha deciso di utilizzare la sua numerosa prole per aumentare il suo reddito. La condanna ad una multa di  euro 50 é da attribuirsi al mancato versamento dei contributi. La pesante  sanzione sarà convertita in una confezione di tic-tac per ogni bambino utilizzato nell´attività commerciale sopracitata."


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permalink | inviato da zarathustra il 19/10/2007 alle 10:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa

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